Il quartetto

Quattro strumenti,
una conversazione.

Fabrizio Zoffoli e Cristina Papini, violino — Matteo Rocchi, viola — Alessandra Cefaliello, violoncello. Quattro musicisti provenienti da quattro regioni diverse d’Italia che nel 2012 hanno dato vita al Quartetto Guadagnini, unendo percorsi ed esperienze differenti in una voce condivisa.

Biografia · Violino

Fabrizio Zoffoli

Violinista e primo violino del Quartetto Guadagnini dal 2012, Fabrizio Zoffoli ha suonato nelle principali sale da concerto italiane e si esibisce regolarmente in Europa. Concerti e masterclass lo hanno inoltre portato in Giappone, Cina, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Colombia e Sud America.

Con il Quartetto Guadagnini, vincitore nel 2014 del Premio Piero Farulli nell’ambito dei Premi Franco Abbiati, è stato invitato da istituzioni e festival quali Accademia Filarmonica Romana, Sion Festival, Società del Quartetto di Milano, Amici della Musica di Firenze, Teatro La Fenice di Venezia, Festival Pablo Casals di Prades, Stradivari Festival di Cremona, Bologna Festival, ProQuartet di Parigi, Ravenna Festival, IUC di Roma e Concerti del Quirinale. L’ensemble è inoltre ospite di emittenti radiofoniche e televisive italiane e internazionali, tra cui RAI Radio 3, RAI 3, RAI 5, RSI, Radio France, Radio Classica, Radio Vaticana e Sky Classica HD.

Ha collaborato con musicisti quali Louis Lortie, Beatrice Rana, Avi Avital, Enrico Bronzi, Giovanni Gnocchi, Danusha Waskiewicz, Federico Colli, Krzysztof Jablonski e Giorgia Tomassi. Nel campo della divulgazione musicale lavora con Giovanni Bietti, Sandro Cappelletto e Oreste Bossini. Particolare rilievo ha per lui la musica contemporanea: il confronto con compositori come Chaya Czernowin, Fabio Vacchi, Paolo Cavallone, Stefano Gervasoni, Silvia Colasanti e Luis de Pablo ha accompagnato anche la realizzazione di due album dedicati alla musica del nostro tempo. Altri progetti discografici per Brilliant Classics, Tactus e Amadeus hanno ottenuto diffusione internazionale e attenzione dalla critica specializzata.

Si è formato al Conservatorio di Milano, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e all’Accademia Internazionale di Imola con Pavel Berman, conseguendo i diplomi con il massimo dei voti. Per la musica da camera ha studiato all’Accademia “W. Stauffer” di Cremona, con Hatto Beyerle e nell’ambito dell’ECMA; ha inoltre seguito le masterclass di Günter Pichler all’Accademia Chigiana di Siena e a ProQuartet a Parigi.

Dopo aver insegnato musica da camera, quartetto d’archi e violino in diversi conservatori italiani, è docente al Conservatorio “Maderna-Lettimi” di Cesena-Rimini. Suona un violino Marino Capicchioni realizzato a Rimini nel 1962 ed è endorser Jargar Strings – Thomastik-Infeld.

Biografia · Violino

Cristina Papini

Cristina Papini ha iniziato lo studio del violino a cinque anni con Nicoletta Del Carlo. Si è diplomata con il massimo dei voti e la lode all’Istituto “L. Boccherini” di Lucca sotto la guida di Alberto Bologni, con il quale ha conseguito anche il diploma accademico di secondo livello. Ha approfondito la propria formazione con Paolo Chiavacci, Pavel Vernikov, Salvatore Accardo, Marco Rizzi e Uto Ughi, e ha ottenuto il diploma di perfezionamento all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Sonig Tchakerian.

La passione per la musica da camera l’ha portata a fondare l’Aeonium Piano Trio, con cui ha completato il perfezionamento all’Accademia di Santa Cecilia nella classe di Carlo Fabiano e il master di secondo livello al Conservatorio di Parma con il Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi. Ha ricevuto premi in concorsi solistici e cameristici e, nel 2013, la borsa di studio “Carol MacAndrew” dell’Associazione Musicale Lucchese.

Dal 2017 è violinista del Quartetto Guadagnini, con cui svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero. Il lavoro in quartetto convive con la ricerca sul repertorio solistico e cameristico e con un forte impegno nella formazione delle nuove generazioni.

Dopo aver insegnato musica da camera nei Conservatori di Trapani e Livorno, è oggi docente di ruolo di violino al Conservatorio “N. Paganini” di Genova.

Biografia · Viola

Matteo Rocchi

Matteo Rocchi, nato a Roma, ha iniziato lo studio del violino a dieci anni e si è diplomato al Conservatorio “S. Cecilia” con il massimo dei voti, ricevendo la borsa di studio “A. Giannuzzi” come miglior diplomato dell’anno. Si è perfezionato con Francesco Fiore, Bruno Giuranna, Simonide Braconi e altri importanti docenti, completando nel 2018 il corso di alto perfezionamento in musica da camera all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Giovanissimo, è entrato nell’Orchestra Giovanile Italiana e nella European Union Youth Orchestra. Il suo percorso si è poi rivolto in modo deciso alla viola, con riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali e lo studio all’Accademia “W. Stauffer” di Cremona nella classe di Bruno Giuranna. Particolarmente attento alla musica del nostro tempo, ha ricoperto il ruolo di viola solista in Imago Sonora e collaborato con ensemble quali PMCE e Divertimento Ensemble.

Dal 2015 è il violista del Quartetto Guadagnini. Con il gruppo si esibisce nelle principali stagioni italiane e all’estero, affiancando al grande repertorio quartettistico un interesse costante per la musica del Novecento e contemporanea. Ha collaborato in diverse formazioni con musicisti quali Franco Petracchi, Salvatore Accardo, Enrico Bronzi, Federico Colli e il Quartetto di Cremona.

All’attività concertistica affianca masterclass di viola e musica da camera in Italia e all’estero.

Biografia · Violoncello

Alessandra Cefaliello

Alessandra Cefaliello ha iniziato lo studio del violoncello a cinque anni con Massimo Mannacio. Si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari sotto la guida di Vito Paternoster e ha successivamente conseguito all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia i diplomi di perfezionamento in violoncello e musica da camera con Giovanni Sollima e Carlo Fabiano.

Fin dagli anni della formazione ha coltivato parallelamente il repertorio solistico, l’orchestra e la musica da camera. Ha approfondito lo studio con i musicisti del Quartetto di Cremona, Alexander Bonduryansky, Christophe Giovaninetti, Dalia Balsyte e Heime Müller. Ha ottenuto primi premi assoluti in concorsi nazionali, tra cui il Concorso “Igor Stravinsky” e il Concorso “Luigi Russo” di Bari, oltre al Concorso internazionale “Don Vincenzo Vitti” in formazione di trio.

Nel 2012 ha fondato il Quartetto Guadagnini. Con l’ensemble si è esibita nelle principali sale e stagioni concertistiche italiane e in Europa, Asia ed Emirati Arabi Uniti, sviluppando un repertorio che unisce classici, Novecento e musica contemporanea. La formazione cameristica è proseguita all’Accademia “W. Stauffer” di Cremona e attraverso il lavoro con Hatto Beyerle, Patrick Jüdt e Günter Pichler.

È docente di ruolo di musica da camera al Conservatorio “Maderna-Lettimi” di Cesena-Rimini. Suona un violoncello Filippo Fasser del 2016, su modello di Pietro Giacomo Rogeri, ed è endorser Jargar Strings.

Biografia

Un percorso musicale iniziato nel 2012

Fondato nel 2012, il Quartetto Guadagnini ha ricevuto, due anni dopo il debutto, il Premio Piero Farulli nell'ambito della XXXIII edizione dei Premi Franco Abbiati della critica musicale italiana.

Il quartetto si è esibito alla Società del Quartetto di Milano, al Teatro La Fenice di Venezia, allo Stradivari Festival di Cremona, al Bologna Festival e a MiTo SettembreMusica, tra le altre sedi, e all'estero in Francia, Austria, Germania, Svizzera, Finlandia, Ungheria, Giappone, Cina, Sud America, Thailandia ed Emirati Arabi Uniti. Nel 2015 ha suonato con la pianista Beatrice Rana all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, e ha in seguito collaborato, tra gli altri, con Louis Lortie, Enrico Pace, Faccini Piano Duo ed Enrico Bronzi.

La sua discografia comprende registrazioni per Tactus e Brilliant Classics — tra cui un album del 2022 dedicato a Wolf-Ferrari con il pianista Costantino Catena. Il quartetto è stato ospite di RAI 3, RAI 5 e RAI Radio 3, ed è attualmente Artist in Residence a Lucca Classica e Roma Sinfonietta. I suoi componenti suonano strumenti di liuteria contemporanea e sono endorser ufficiali delle Jargar Strings (Danimarca).

Quartetto Guadagnini — durante le prove

Ascolto, confronto, lavoro quotidiano.

Il nome

Perché Guadagnini?

Quartetto Guadagnini — archi italiani

Abbiamo scelto il nome Guadagnini come omaggio a Giovanni Battista Guadagnini, uno dei grandi maestri della liuteria italiana. Nel suo lavoro riconosciamo un equilibrio che ci appartiene: tradizione e ricerca, bellezza e precisione, identità artigiana e capacità di evolvere.

Veniamo da quattro regioni diverse — Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Puglia — e portiamo con noi storie, sensibilità ed esperienze differenti. Nel quartetto impariamo ogni giorno a farle convivere in un unico dialogo musicale.

Il nome Guadagnini racconta così non soltanto il nostro legame con la cultura italiana, ma anche un modo di lavorare insieme: ascoltare, confrontarsi e costruire una voce comune.

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Cosa dice la critica

La loro interpretazione è davvero notevole e degna dei migliori ensemble di musica da camera. Ci regalano la felice illusione di riscoprire le opere del grande repertorio.

— Alain Letrun — Clicmusique

Celebrano gli anacronismi di queste opere nobili e aristocratiche con una dedizione tale che ci si lascia volentieri turbinare attorno alle orecchie la neve artificiale sonora e si scuote ancora e ancora la sfera — vale a dire, si rimette sempre il CD nel lettore: assolutamente incantevole!

— Burkhard Schäfer — Musik & Theater, Zürich

Il Quartetto Guadagnini si è ormai affermato come uno dei migliori quartetti italiani in attività.

— Roberto Codazzi — La Provincia, Cremona

Applausi intensi, ricambiati con un bis molto apprezzato: l’Arte della fuga di Bach, eseguita con passione e rigore.

— Umberto Asti — teatro.it

Dal vivo

Dalla sala prove
al prossimo concerto.