Cuore e rigore: un primo ritratto del Quartetto Guadagnini
Un profilo storico del 2013, quando il quartetto appena formato iniziava a definire il proprio suono, la propria identità e il rapporto con la tradizione quartettistica italiana.
“Sotto l’apparente naturalezza si avvertono energia, rigore e precisione.”
Scritto nel luglio 2013, l’articolo è un documento dei primissimi anni dell’ensemble. Partendo da una breve registrazione di Dalla mia vita di Smetana e da una lunga conversazione telefonica, Claudio Rampini cerca le qualità che stanno già emergendo nel suono del giovane quartetto.
Il profilo si muove fra energia e disciplina, l’influenza della tradizione quartettistica italiana, gli strumenti moderni e la scelta del nome Guadagnini. Registra domande destinate ad accompagnare ancora il gruppo: come ricevere una tradizione senza riprodurla e come trasformare quattro voci distinte in un’identità riconoscibile.
L’articolo si riferisce alla formazione originaria del quartetto e va quindi letto come ritratto storico, non come biografia attuale. Il suo valore sta proprio nel conservare aspettative, intuizioni e ambizioni che circondavano il gruppo poco dopo la fondazione.
