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RecensioneQuintetti italiani · Trieste

Quintetti italiani: un dialogo costruito sulle differenze

Stefano Crise recensisce il Quartetto Guadagnini ed Enrico Pace in Martucci e Wolf-Ferrari al Teatro Miela di Trieste.

“Le differenze hanno generato arricchimento e fantasia, facendo emergere un’esecuzione originale, intensa, ammantata da una tensione febbrile costruita su un ascolto reciproco costante.”

Al Teatro Miela di Trieste, la rassegna Cromatismi 4.0 ha accostato due pagine centrali nella rinascita della musica strumentale italiana: il Quintetto in do maggiore op. 45 di Giuseppe Martucci e il Quintetto in re bemolle maggiore op. 6 di Ermanno Wolf-Ferrari.

Su Archi Magazine, Stefano Crise ha posto al centro l’incontro fra identità interpretative distinte. La recensione sottolinea la coesione timbrica del quartetto e l’ascolto reciproco costante attraverso il quale i cinque musicisti hanno costruito una lettura chiara, vitale e ricca di senso narrativo.

L’articolo valorizza anche la scelta del programma: due vie differenti della musica da camera italiana fra Otto e Novecento, restituite al palcoscenico con chiarezza analitica e intenzione espressiva.

Fotografia: © ACM – Chamber Music Trieste