Quindici quartetti scritti nell’arco di oltre trent’anni compongono un diario musicale senza parole. Storia pubblica ed esperienza privata scorrono una accanto all’altra: contrasti improvvisi, gesti ricorrenti e silenzi tornano da un’opera all’altra, trasformati dal tempo.
Distribuito in cinque concerti, il ciclo invita il pubblico a seguire questi legami invece di incontrare ogni quartetto come un episodio isolato. Una frase apparentemente semplice può richiamare un’opera ascoltata la sera precedente; un silenzio può assumere un significato diverso attraverso la memoria.
Al centro del progetto c’è un ascolto prolungato: restare con un compositore abbastanza a lungo da sentire il suo linguaggio trasformarsi lungo un’intera vita.