Un repertorio che ricorda
I quartetti di Šostakovič attraversano più di tre decenni. Ascoltati insieme, rivelano gesti, silenzi e contrasti ricorrenti che acquistano significato attraverso la memoria. Una frase apparentemente semplice può illuminare il mondo emotivo di un’opera scritta molti anni dopo.
Per un quartetto questo cambia la natura della preparazione. Ogni partitura deve vivere in modo autonomo, ma deve anche restare connessa al viaggio complessivo. Tempi, colori e proporzioni vengono pensati non soltanto all’interno del singolo movimento, ma nell’architettura dell’intero ciclo.
Cinque concerti, una conversazione
Il nostro progetto presenta tutti i quindici quartetti in cinque concerti. La successione permette a periodi e climi emotivi differenti di dialogare, evitando di trattare le opere come monumenti isolati.
L’ambizione non è offrire una risposta definitiva. È rendere udibili le connessioni e permettere al pubblico di abitare il ciclo insieme a noi: incontro dopo incontro, domanda dopo domanda.